Diario 07/02/2016

 

                                                07.02.2016

Quando penso che Alberto Burri, probabilmente, riusciva a distogliere la  sofferenza e sfuggire la realtà grazie ai suoi lavori realizzati senza mezzi convenzionali, con materiali di fortuna, con immensa e tenace voglia di creare, un brivido di emozione mi scuote e mi stimola.

Quei lavori anticonvenzionali rappresentavano appieno quel periodo storico e fissavano in modo indelebile ciò che stava vivendo: un periodo in cui vi era un grande bisogno di evadere dalle pene sofferte, dagli orrori e dalla tristezza.

Il desiderio di cambiamento influenzava la sua ricerca che si sviluppava in pieno ambiente astratto e non concedeva nulla al figurativo in senso tradizionale. L’uso di materiali e tecniche insoliti, forse, rappresentavano una forma di ribellione e sicuramente una novità che lo fece distinguere.

Anche adesso gran parte  degli artisti, senza eccezione di quelli che praticano la pittura  figurativa, cercano disperatamente di emergere con idee nuove, tecniche inusuali ed effetti speciali che possano attrarre l’attenzione di critici d’arte, galleristi e collezionisti. Un pensiero  pessimista quanto diffuso induce però molti a credere che ormai non vi sia più nulla da inventare.

Il mercato dell’arte fa la sua parte per alimentare il pessimismo in quanto non ha più importanza la qualità e la bellezza dell’opera. “Oggi tutti comprano dopo aver visionato l’esperto, ossia comprano prima il pezzo di carta e poi la tela. Questo magari non piace, ma essendo corredato da una buona autentica o da un buon certificato diventa oggetto di acquisizione. Insomma è stato sostituito il piacere dell’acquisto di un’opera d’arte con un’azione commerciale quasi notarile” parole di Luciano Zerbinati che in questo caso condivido appieno.

Per contro, è mia convinzione che l’artista non è un “uomo normale” ma un uomo che vive di emozioni, di romanticismo, di fantasia infinita e che, con l’aiuto dell’arte, può sfuggire dai problemi e dalle amarezze che  quotidianamente può incontrare.

Sono altresì convinto che non vi sono e non vi saranno mai limiti per nuove idee e nuove tecniche in tutte le discipline artistiche, perchè l’arte non ha confini come l’universo in cui viviamo.