Diario 31/12/2015

Quando la ragione prevarica l’istinto, il piacere, l’appagamento, l’osservatore dell’opera lo intuisce?

Leggo le fredde considerazioni di Luciano Zerbinati sul mercato dell’arte e d’istinto vorrei non avere ambizioni di successo, desiderio di protagonismo, interesse economico.

Vorrei soltanto poter creare per me stesso, per provare quel brivido di soddisfazione mista a gioia e poi distruggere l’opera, alla stessa stregua del pescatore che libera la sua preda dopo averla pescata.

Poi mi convinco che ciò non avrebbe senso e mi struggo nell’estenuante ricerca di quell’essenza che possa distinguere le mie creazioni per farle emergere dal mare della banalità, dal già rivisto…